L' Alta Valsesia

La porzione “alta” del territorio, tra Varallo e Alagna, è certamente quella più nota e amata dai turisti. Il peculiare ventaglio di bellezze d’arte, tradizioni culturali, siti museali, ecomuseali e paesaggistici che si apre a quanti programmino una permanenza in Valsesia offre una visione globale ed affascinante del patrimonio che ci appartiene e ci caratterizza.
Ecco un veloce sguardo d’insieme per illustrare alcune delle mete che proponiamo più abitualmente e che, siamo certi, sapranno soddisfare gli interessi di tutti i nostri visitatori…

Varallo

Mettendoci in viaggio scopriremo Varallo, la capitale storico-artistica della Valsesia. Qui si trovano i monumenti più importanti e suggestivi come la chiesa di Santa Maria delle Grazie, all’interno della quale trionfa la “Parete Gaudenziana”, e il Complesso Monumentale del Sacro Monte: entrambi nacquero sul finire del XV secolo grazie al padre francescano Bernardino Caimi, custode dei Sacri Luoghi nei quali visse Gesù. Scopriremo anche altri grandi tesori storico-artistici, come la Pinacoteca (una delle raccolte più importanti del Piemonte, dove si conservano ben 3.000 opere che spaziano dal XV al XX secolo), la Casa Museo Cesare Scaglia, allestita nei locali dell’abitazione dell’omonimo pittore, le Storiche Contrade, che ricalcano perfettamente l’impostazione viaria medievale della città, la chiesa di San Marco e tanto altro.

Alagna

Adagiata ai piedi del Monte Rosa, è il paese simbolo della colonizzazione del popolo Walser, giunti in Valsesia dall’Alto Vallese svizzero a partire dal XIII secolo. Per celebrare la memoria di questi “camminatori d’alta quota” è stato creato il Museo Walser, e il visitatore potrà approfondire l’affascinante quanto duro stile di vita di queste comunità. Completano la visita al paese una ricchissima rete sentieristica, molto amata dai camminatori di tutto il mondo, la passeggiata nel centro e i siti dell’Ecomuseo: Alagna, da sola, sa narrare lo spirito delle genti della Valsesia.

Campertogno

Percorrendo la Val Grande conosceremo due tra i centri più caratteristici della Valsesia. Campertogno è un paese dove l’armonia del paesaggio e la preziosità delle opere d’arte si uniscono in una bellezza che sa di antico e di tradizioni locali, una perfetta simbiosi tra i ritmi dell’uomo e della natura. Numerosi i punti d’interesse: il maestoso Complesso di San Giacomo Maggiore con il suo Museo, il Sentiero dell’Arte, le botteghe di prodotti tipici e dell’artigianato, oltre a un centro sportivo attrezzato per le attività fluviali.

Mollia

Il nostro tour continua a Mollia, aggraziato paesino che conserva tutto il fascino di antiche tradizioni attraverso le sue numerose bellezze: un’importante sito culturale è l’Ecomuseo mulino-fucina, un mulino idraulico del ‘600 restaurato e funzionante; una passeggiata rigenerante tra le frazioni immerse nel verde porta a visitare chiesine, cappelle, oratori, la “scala granda”, la “pesta dal mulineri”, la chiesa parrocchiale con la caratteristica Via Crucis, prima di proseguire per la cima delle Tirette o delle Tre Croci.

Risalendo la Val Sermenza si scoprono paesi – gioiello come Boccioleto, dominato da un imponente monolite di gneiss alto 90 metri, ricco di luoghi dell’arte e sentieri molto frequentati per varietà ambientale e bellezza del paesaggio (si trovano qui ben tre dei famosi Sentieri dell’Arte valsesiani). Accoccolata tra i monti a 1.417 metri d’altitudine sta la nobile Rima San Giuseppe, di fondazione Walser, culla di una delle tecniche artigiane che hanno reso famosa la Valsesia in tutta Europa: il Marmo Artificiale.

Fobello

“La proclamata valsesiana gemma”, come viene definita dagli storici locali, è una meta apprezzata da chi ama passeggiare tra i sentieri e possiede siti interessanti come la chiesa parrocchiale, l’oratorio della Visitazione, la Via Crucis e ben tre Musei: il Museo del Puncetto, una preziosissima raccolta di manufatti realizzati con l’antica tecnica del “piccolo punto”, il Museo Carestia – Tirozzo (una parte dell’Erbario appartenuto dell’Abate Antonio Carestia di Riva Valdobbia, 1825 -1908) e la mostra permanente dedicata a Vincenzo Lancia, l’illustre pioniere dell’industria automobilistica italiana.

Altri paesi

Tra i nostri migliori itinerari non possiamo dimenticare Riva Valdobbia, che si apre su una delle valli più belle ed apprezzate dagli escursionisti; Rimella, di origine Walser; Carcoforo, eletto “villaggio ideale d’Italia” nel 1991; la “valle dei tremendi” di Rassa. Ma ormai ci conoscete abbastanza per sapere che abbiamo fatto della Valsesia la nostra roccaforte: per noi questo territorio non conosce segreti e saremo felici di svelarvi anche quelli più remoti…

La Bassa Valsesia

Da Varallo a Gattinara si stende la porzione “bassa” del territorio che continua a seguire il corso del gorgogliante fiume Sesia sgorgato dalle fonti di Alagna. In quest’area, meno sviluppata in senso turistico, si possono visitare luoghi di lunga tradizione storica, artistica e abitativa: probabilmente vi si insediarono popolazioni pre-romane e poi romane. Il “lungo Medioevo” che ha caratterizzato la Valsesia nel periodo successivo ha scritto qui le sue pagine più affascinanti: alcune tracce si osservano nei ruderi di castelli o siti fortificati (sec. X – XII) che portano a ricordare come i valsesiani si siano distinti per una amministrazione basata sugli Statuti di Autonomia. Oggi le particolarità dei vari paesi altro non fanno se non “eco” alle bellezze che caratterizzano tutta la valle, preparando il visitatore ad un’esperienza autentica.

Considerata la “capitale industriosa” della Valsesia, Borgosesia venne fondata nel 14 a.C. da popolazioni native e ribattezzata “Seso” dai latini. Fu il primo polo industriale della valle nell’Ottocento, quando si fondarono le fabbriche per la lavorazione della lana dove, curiosamente, vennero realizzate le camicie rosse della Spedizione dei Mille. La città, dietro la veste moderna, conserva inestimabili opere d’arte nelle sue chiese, importanti palazzi di rappresentanza e un Museo di Paleontologia nel quale sono ospitati molti reperti rinvenuti nel Monte Fenera, culla di ritrovamenti di grande valore mineralogico, faunistico e umano.
Il polo ecomuseale della bassa Valsesia, più comunemente chiamato “dei Colli di Seso”, conserva le caratteristiche più specificamente valligiane, prive degli apporti culturali del popolo Walser. E’ un territorio tipicamente contadino, caratterizzato da un’enorme ricchezza artistica, culturale e materiale che si snoda principalmente tra i comuni di Valduggia, Cellio, Zuccaro e Breia.

La scoperta della bassa Valsesia non sarebbe completa senza la menzione di altri due paesi particolarmente importanti.

Guardabosone, fondata tra la fine dell’XI e l’inizio dell’XII secolo, conserva consistenti tracce del suo passato medievale nel nucleo centrale del borgo, dove si snodano cortili ed edifici fortificati provvisti di pozzi e forni. Arricchiscono il panorama culturale del paese le sue chiese, ben cinque Musei dedicati alle arti, ai mestieri antichi e alle scienze naturali, oltre ad un curato Orto Botanico.

Gattinara, celeberrima Città del vino dove si produce l’omonimo DOCG coltivando le uve nebbiolo sui colli che abbracciano il paese. In mezzo ai vigneti si trovano i resti della Torre delle Castelle, parte della fortificazione medievale risalente al XII-XIII secolo simbolo della città e che, congiuntamente ad altri resti, riportano le vicende gattinaresi direttamente al tempo dei romani. La città ha dato i natali al grande Mercurino Arborio Gattinara, cancelliere alla corte dell’imperatore Carlo V. Meritano il viaggio i ristoranti del paese, dove la cucina tradizionale si accompagna magistralmente al vino, mentre nel centro storico l’arte e l’architettura delle chiese principali e delle case completano il quadro di una città dalle mille risorse.