Gattinara

Distesa tra la Baraggia e le colline, è la Città dell’uva Nebbiolo

Gattinara si offre come borgo di particolare interesse storico grazie alla continuità abitativa dall’età romana. Durante il periodo medievale divenne Borgofranco (1243) dotandosi di impressionanti fortificazioni (cfr. Percorso Archeologico).
La sua notorietà viene però dalla coltivazione delle le uve nebbiolo. Sui colli che la circondano si produce l’omonimo vino DOCG conosciuto in tutto il mondo. Questo è un territorio profondamente vocato alla cultura vitivinicola e che sconfina nelle vicine provincie di Novara e Biella. In tutta l’area vengono prodotti diversi vini DOC e DOCG che si possono conoscere grazie all’Enoteca Regionale, istituita con lo scopo di promuovere le eccellenze vitivinicole anche in relazione ai piatti della tradizione. In tutta la città, però, si possono visitare le Cantine dei produttori, alcune particolarmente famose e pluripremiate: le visite guidate spiegano nel migliore dei modi tutta la filiera di produzione del vino, dai campi alla bottiglia, e terminano con prelibate degustazioni.
Non mancano le emergenze artistiche e architettoniche. Tra le particolari fisionomie dei cortili e le belle ville ottocentesche (Villa Paolotti e Villa Arborio Gattinara, oggi Municipio) non si può perdere la visita della chiesa parrocchiale di San Pietro. Celebre per la sua grande cupola in ferro e laterizi, venne fondata entro il 1147 per poi essere rimaneggiata più volte fino all’800. Qui venne sepolto il Cardinale Mercurino Arborio di Gattinara, Cancelliere alla corte dell’imperatore Carlo V. In ultimo merita attenzione la chiesa della Madonna del Rosario, un bellissimo edificio di foggia seicentesca che conserva, al suo interno, numerose opere ed affreschi preziosi oltre ad un trittico di Gerolamo Giovenone (1531).

Da Mollia a Morca

Lunga vita ai Re della tavola: i formaggi

Il tour risalirà la valle verso il paese di Mollia per visitare una delle fattorie più conosciute in zona, dove si allevano capre di razza Saanen. Si producono formaggi freschi e stagionati, yogurt naturale. A seconda delle stagioni sarà possibile assistere a dimostrazioni di produzione.
In un secondo tempo si raggiungerà Piode per entrare nel Caseificio più famoso del territorio. Fondato nel 1956 da alcuni allevatori, è qui che si produce la rinomata “Toma della Valsesia” oltre a latte, yogurt, burro e ricotte dai gusti semplicemente deliziosi.

Morca

Un ponte sospeso… sul gusto

La giornata terminerà a Morca, una località nota per il suo straordinario ponte sospeso. Nella seconda metà dell’ ‘800 venne costruito un ponte sospeso lungo 65 metri in sostituzione della fune utilizzata per guadare il fiume. Le acque, però, lo travolsero nel 1918. Un decennio dopo Giuseppe Magistrini riuscì a far vedere la luce ad un nuovo progetto: era il ponte che ancora oggi possiamo osservare con grande stupore, uno degli ultimi esempi rimasti di quei ponti pensili che, per la loro singolare forma e concentrazione, rappresentano una nostra peculiarità forse unica in Italia. Proprio accanto al ponte si trova un negozio raviolificio-pasticceria altrettanto conosciuto, a conduzione familiare. Tra dolci, biscotti, paste dai ripieni tradizionali (tome e erbette o zucca, castagne, frutta e tanto altro) troveremo alcune delle preparazioni più richieste come il “Pane del Sacro Monte”, un omaggio al monumento-simbolo della città di Varallo, o i “fochi”.
Come sono? Noi non possiamo esprimere giudizi. Non vi resta che preparare la valigia e raggiungerci per venire a gustarli personalmente….